Quando non va niente per il verso giusto, quando nemmeno in 18 riesci a portare a casa il risultato e ti ritrovi con una partita da affrontare, la prossima, in nuova emergenza a causa di infortuni e defezioni "lavorative", quando la classifica si fa sempre più classi e sempre meno fica, quando nello spogliatoio comincia a serpeggiare la stanchezza e la sfiducia, un mr che è un uomo che è un mr deve saper trarre dai segni un sentiero: le dimissioni.
A fine stagione andrò via dalla valdurz e dal calcio.
Mi duole dirlo, ma è così.
Saluto l’eroica abnegazione di Marcolino che ha terminato la partita con un piede rotto.
Questa è la tempra del giocatore valdurz.
Bisogna rammentare anche l’indomita prestazione di Timmy, ormai vero cannoniere della squadra.
Ricordo la punta per domani: alle 17,15 al campo in via De Pisis.
Marzo 15th, 2008 at 01:05
azz! nn pensavo di suscitare questa grande reazione, ma in fondo mi fa piacere anche se domani…
trovo commoventi le parole di marco, la grande voglia di riscatto, ma domani…
cercherò di impegnarmi e di rispettare i 4 anni di contratto, ma intanto domani…
domani se tutto va bene non siamo manco 11 perchè nonostante telefonate e messaggi qualcuno ha deciso di nn venire..ovviamente nn penso a chi va a lavorare o agli infortunati, ma gli altri?
chissà…vedremo…domani
Marzo 14th, 2008 at 23:54
Grande marco.Io sono anni che dico che non abbiamo un cazzo della squadra di pallone,arrivimo tardi al campo,non ci scaldiamo,giochiamo e ce ne andiamo,tutto molto alla volemose bene.Ma la mia piu grossa paura e che molte persone che tengono in piedi questa squadra con fatica si stiano rompendo le palle.
Marzo 14th, 2008 at 22:24
Sulle dimissioni no comment. Non ci credo. Sulla partita:
Un’altra sconfitta, un’altra partita iniziata pensando che potesse essere la svolta e finita con tanti gol sul groppone. Per fortuna domani ce n’è un’altra. Questo campionato ci sta lasciando continuamente la possibilità di rientrare in gioco, noi la stiamo sempre rifiutando con garbo.
Non credo che potremo mai essere una squadra con un gioco ben preciso. Non ci alleniamo mai insieme (anzi non ci alleniamo mai e basta), non siamo mai gli stessi per più di due partite consecutive. Ad un certo punto dell’anno il mister ha rimesso una regola che ci eravamo dati qualche anno fa: chi non viene all’allenamento non entra in campo dall’inizio. Credo che questo principio sia stato applicato pienamente forse una volta sola, nel senso che sì, qualcuno che non è venuto il giovedì è entrato in campo solo a partita in corso ma negli undici iniziali non c’erano tutti quelli che erano ad allenarsi: ed è successo non perché non ci sia stata volontà di applicarla, ma semplicemente perché in undici il giovedì non ci siamo quasi mai. Però quando c’è una partita di campionato di giovedì siamo diciannove… Da ieri altre due regole sacrosante: ognuno si informi su quando e dove è la partita, se non è venuto all’allenamento, e comunichi la presenza e poi chi arriva in grave ritardo alla partita entra dopo. Chi c’è, c’è.
Dover mettere queste regole vuol dire che c’è qualcosa che non va. Sembra quasi che a pochi importi veramente qualcosa di giocare in questa squadra. C’è uno che mette tanto tempo, tanta energia e tanti soldi per chi gioca in questa squadra. Forse a molti di noi piace venire, giocare la partita e andarsene a casa. Ma non è questo far parte di una squadra, bisogna anche allenarsi, rispettare alcune minime regole di convivenza, rispettare gli altri.
In campo tutto questo si vede. Si vede che entriamo deconcentrati. Arriviamo al campo all’ultimo secondo, non abbiamo nemmeno il tempo di scaldarci, non lo facciamo mai insieme, parliamo pochissimo della partita che stiamo per giocare. E iniziamo sempre la partita come se fossimo capitati lì per caso, non ci mettiamo grinta, attenzione, concentrazione. Abbiamo preso tantissimi gol all’inizio delle partite. Poi siamo costretti a recuperare e raramente ci riusciamo, anzi è molto più facile che crolliamo. E poi non credo che riusciremo ad avere mai un’identità di gioco però potremmo fare qualcosa in più. In attacco non ci passiamo la palla mai. Se capita, in genere è troppo tardi, dopo due dribbling i difensori sono sempre rientrati e il passaggio diventa inutile. A centrocampo spesso si aprono delle falle preoccupanti. Ci buttiamo in avanti tutti contemporaneamente quasi ad ogni azione, e la copertura non c’è. Siamo messi male in campo, teniamo poco la posizione. In difesa sembriamo sbadati, facciamo degli errori gravi e ripetuti in partita. Rinvii corti, dribbling azzardati, avversari lasciati liberi.
Fondamentalmente mi sembra che tutti errori siano riconducibili a due aspetti: mancanza di concentrazione e poco gioco di squadra. Migliorare si può e anche piuttosto facilmente: basterebbe pensare di essere parte di una squadra e non di essere in campo per giocare una partita personale e la palla girerebbe di più tra tutti e più rapidamente, le posizioni sarebbero rispettate. E poi stare più concentrati e ascoltare quello che ci dice il nostro mister pelato, mettere un po’ di attenzione e di concentrazione in quello che si fa, ci farebbe fare meno cazzate da dilettanti allo sbaraglio.
Dice il saggio: il risultato è casuale, la prestazione no. Noi ci fermiamo alla prima parte della frase. Forse dovremmo cercare di considerarla tutta.
Quindi domani, cristo iddio, si vince e pure bene!
Marzo 14th, 2008 at 20:21
eh no… mica si fa così!!! questo proclamo mi ricorda un certo Mancio… ormai posso dire che sono un veterano della Valduz dopo tanti anni… e da veterano questo abbandono non lo accetto… ancor meno in questo modo… credo sia opportuno un chiarimento con il nostro Pres. Moratti (Emiliano) e con la squadra… in fondo questo era un girone duro e si sapeva… gli infortuni e un po’ di sfortuna non ci hanno aiutato… ma non è ancora finita e finchè la matematica non ci condanna.. perchè arrendersi? causa infortunio sono stato fuori e non ho vissuto le ultime partite ma da quel che ho visto nelle ultime due ci manca un po’ di convinzione nei nostri mezzi e di cinismo per sopperire alla maggiore freschezza atletica dei nostri avversari… e poi una Valdurz senza il Kappa nun se po’ sentì!