Se è vero che le grandi squadre vincono anche non meritando, è quasi ovvio, purtroppo, che la Valdurz non riesca a vincere nemmeno quando ha in mano la partita e la domina largamente.
In questi casi se ne dicono tante: crisi, spogliatoio spaccato, fronde e quant’altro…
Noi abbiamo lo splendido primato di occasioni gettate al vento, di gol mangiati, di quasi reti, di splendide azioni concluse a buste di piscio in faccia al portiere avversario, quando non di colpi sotto destinati al fosso dietro al campo o alla tangenziale di turno con irrimediabile smarrimento della sfera.
Manchiamo di lucidità, di concretezza nell’atto più sublime del divertimento pallonaro: la fottuta finalizzazione!
Almeno questo è il responso dell’ultimo incontro casalingo perso contro un Nuovo Nomentano che ancora gioisce del regalone post-epifanico piovutogli dal cielo.
La sconfitta e la cronaca della stessa sono tra le pagine più misteriose, ma anche di banale ovvietà del calcio giocato: se fai 30 azioni da gol e non segni mai prima o poi vieni punito per tanta inconcludenza.
Dispiace per il sacrificio di tutti, per la buona prestazione sciupata, per gli errori che così diventano fatali, ma che ci possono stare.
Alla fine dei giochi dobbiamo essere contenti: Luca non ha subiti grandi danni dal rude contrasto occorsogli a metà del primo tempo, il gioco c’è, Skiaff ha fatto un gran gol, Gianluca ha fatto un gran lancio, le nostre punte non segnano, ma ci stanno sempre.
Stasera la Veterinaria senza il Mr sacrificatosi, invano, sull’altare dell’inviolabilità della propria porta e del portieree/grande presidente.
Forza e onore grande Valdurz!