La maglietta. Come abbiamo fatto a non pensarci ieri. Abbiamo perso tempo discutendo animatamente sui cambi fatti e non fatti, i convocati, l’atteggiamento del secondo tempo, i disimpegni sbagliati, la squadra avversaria rientrata in campo trasformata. Tutte cazzate. Il problema vero è stata la maglietta degli avversari. Sembrava solo brutta, una delle più brutte mai viste sui campi amatoriali, con quei cerchi neri su sfondo rosa. Invece il problema vero era un altro: aveva un potere ipnotico che non abbiamo saputo prevedere. Le nostre pupille hanno retto un tempo, il primo, in cui abbiamo giocato discretamente bene, facendo girare palla e tenendola più degli avversari, senza però riuscire ad essere troppo pericolosi. Tanto che all’intervallo ci siamo illusi di poter continuare con quel tipo di partita. Invece… Invece il mago di Arcella è intervenuto, l’ipnosi delle magliette ci ha colpito e ci siamo piazzati nella nostra metà campo. Una voce interiore ci diceva che gli avversari avrebbero corso di più e giocato meglio di noi, che non avremmo dovuto superare la metà campo per almeno 35 minuti pena l’evirazione immediata, che avremmo dovuto mandarci affanculo per due sostituzioni e che, pur rimanendo tutto quel tempo arroccati davanti al povero presidente, avremmo dovuto prendere il gol a cinque minti dalla fine in contropiede. E’ tutto chiaro, è stato quello, quindi non c’è problema per il futuro. Ora lo sappiamo.
Il migliore della settimana è uno di quelli che hanno avuto un leggero ritardo nell’ipnosi, rispetto agli altri. Poteva essere Federico, soprattutto perché a metà secondo tempo si è improvvisamente svegliato dalla catalessi di squadra per salvare un gol sulla linea con un grande intervento di testa o poteva essere Isidoro che ha retto la baracca finché ha potuto. Magari anche Whisky che essendo entrato dalla panchina ha avuto la fortuna di vedere pochi cerchi girare davanti ai suoi occhi. Ma il premio, questa settimana veramente prestigioso (un’ampolla da mago dilettante, oltretutto multifunzionale) se lo arraffa Giordano, perché ha passato settantacinque minuti senza sbagliare mai nella sua metà campo. Poi, scassatosi a ragione le palle, ha deciso di scendere in proiezione offensiva, lasciando due povere vittime dell’incantesimo imbambolate a fronteggiare il contropiede avversario con esiti fin troppo scontati.
Detto questo vorrei ricordare che siamo andati ad Aprilia comunque in 14 ma con le assenze dei lungodegenti Marcolino, Angelo, Leo, Luca, Emanuele (comunque sempre presente a ogni partita) e Giampaolo, di “ciòduelineeditemperaturaèmegliochemenestosottolepezze” Alessio, di “stofuoriromaenonsoquandotorno” Tiago, e del sedicente architetto Andrea. Flavio è venuto solo per poter dire, come fanno i calciatori di serie A, che ha avuto un risentimento nel riscaldamento pre-partita, manco fosse Sneijder. Il tutto, sempre per colpa del Mago di Arcella.
Risultato finale: ADP Amatori Aprilia – Valdurz 1-0
Vi ricordo, per dovere di cronaca, che giovedì si gioca ancora, in casa contro Lucky Junior. Aderite al progetto Valdurz, mettendo una crocetta qui sotto.