Il colonnello Lobanovsky non rideva mai. Era un maniaco della tattica, probabilmente mandava a svernare in Siberia i giocatori che non gli stavano dietro, anche se credo fossero pochi quelli che osavano contraddirlo. La patologia ossessivo-compulsiva per le sue creature tattiche lo spinse a travasare in blocco tutta la squadra di club che allenava in nazionale. Era così convinto che l’idea di gioco facesse la differenza che cambiava continuamente ruolo ai giocatori, tanto per darsi ragione. L’URSS dei mondiali del 1986 e degli europei del 1988 però era fortissima, correvano come matti e tiravano delle bombe impressionanti. Lui era comunque sempre incazzato. Probabilmente nelle serate sovietiche, quando presumibilmente scambiava giovani giocatori con ginnaste promettenti con qualche collega allenatore-colonnello, tra sigari, vodka e bella gioventù, qualche sorriso gli è pure scappato, ma mai in pubblico.
I giornalisti bravi hanno sempre nelle mani il colpo da maestro che riesce a collegare argomenti apparentemente distanti per dare un senso unitario a un articolo. Tony Damascelli, ad esempio, avrebbe sicuramente trovato un gancio per unire Lobanosvsky e la partita Valdurz-Atletico Castelli. Cose tipo: ierila Valdurz, comela Dinamo Kiev, ha adottato il 4-4-2. Oppure: Alejnikov, una delle creature del colonnello, ha giocato nella Juve e una volta Emiliano ha visto in televisione un Roma-Juve in cui era in campo. Genialità di questo genere. Ma Tony Damascelli è uno stronzo mezzo leghista e scrive su Il Giornale, e francamente, iIl colonnello Lobanovsky, con la nostra partita, non c’entra proprio un cazzo. Però “Il colonnello Lobanovsky” è un bel titolo.
La seconda giornata del campionato coincide con l’esordio della Valdurz nel nuovo campo di casa.
Coincide anche con l’esordio di Andrea e con il compleanno di Giordano. Troppe convergenze astrali per non vincere. Il primo tempo lo affrontiamo con uno spensierato e gioviale 4-4-2. Indifesa Giordano e Andrea terzini, io e Leo centrali. A centrocampo Roberto, Angelo, Danilo e Gianluca formano un quartetto dove quest’ultimo è un ragazzino. In attacco i giovanotti, Vittorio e Alessio. Pochi minuti e Alessio ruba il primo di una lunga serie di palloni ai difensori avversari, entra in area e segna con un bel diagonale. La partita prosegue senza grossi sussulti,la Valdurzgioca piuttosto bene, senza correre troppi pericoli, con l’esclusione di una conclusione da lontano ben parata da Emiliano che però si fa male per tuffarsi. Il pareggio arriva su calcio d’angolo; applichiamo lo schema difensivo “Roma di Luis Enrique” come iddio comanda, quindi attaccante solissimo a centro area che segna comodamente di testa. Danilo comincia la sua personale battaglia con un paio di avversari fino a che non decide (o qualcuno decide per lui) che è meglio che esca dal campo, per far entrare Luca. Capirai, un altro tranquillo. Il primo tempo si chiude1 a1. Nella ripresa entrano Marcolino, Adolfo, Sandrino e Flavio per Roberto, Giordano, Andrea e Gianluca. Emiliano non riesce a continuare ed è costretto ad abbandonare il campo con la testa in confusione, entra quindi Adriano e Adolfo si mette in porta. In tutto il secondo tempo non subiamo nemmeno un tiro in porta. Flavio invece si presenta quattro volte solo davanti al portiere. La prima la sbaglia e subisce il sobrio e simpatico rimbrotto del serafico Mister. Poi un palo, e finalmente al terzo e quarto tentativo, una grande doppietta.La Valdurzvince3 a1, con pieno merito, tenendo addirittura palla negli ultimi minuti. Roba mai vista.
Il premiuccio della giornata per il migliore in campo è una bella confezione integra di fazzoletti, quelli balsamati e profumati che solo ad avvicinarli alla faccia ti viene da vomitare. L’ambito dono è sempre a cura del Presidente che anche questa volta non può essere premiato, avendo subito solo un tiro nello specchio della porta, oltre al gol imparabile. Avrebbe potuto prenderlo Giordano, ma visto che era il suo compleanno avranno già provveduto altri (ad esempio la sua gentil signora, presente sugli spalti con Cesare, Lorenzo e Stefano), quindi si attacca al cazzo. Oppure Andrea, esordiente preciso e puntuale. Avrebbe potuto prenderlo anche Alessio che si è fatto un culo così, o Roberto, alla sua seconda (terza? Quarta?) giovinezza calcistica. Invece, come nella più squallida tradizione italiana, il premio lo prende chi segna: il George Best di Castelbottaccio, che ne ha fatti addirittura due in un ottimo secondo tempo, dopo una prima giornata giocata come una mozzarella scaduta.
Vincere, come insegna Sacchi, stressa parecchio. Noi, dopo una partita, siamo già alla frutta. Abbiamo proprio bisogno di un viaggetto in Portogallo.
Risultato finale: Valdurz – Atletico Castelli 3-1