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Mangiamoci sopra

Le cose cambiano. Anzi, alcune cose cambiano, non tutte. Allegri per esempio. Una volta, Mssimiliano Allegri era un personaggio particolare. Giocatore di gran classe, fuori dagli schemi. Centrocampista centrale del Pescara di Galeone (uno dei pochi veri profeti della panchina, insieme a Zeman) illuminava le partite con lanci millimetrici e tocchi geniali. Lo chiamavano acciughina perché era magrissimo, oggi non potrebbe nemmeno giocarci con quel fisico in serie A. E geniale lo era al punto da lasciare la promessa sposa il giorno del matrimonio. Ma le cose cambiano. Ora, da allenatore del Milan non lo senti dire una cosa interessante, solo banalità. Una vera rottura di cazzi. Le notizie che lo riguardano sono sulle storie con Barbara D’Urso o con una qualche velina. Lui dice cose tipo “il presidente ama il bel calcio”. Ma vaffanculo te e il tuo presidente. Insomma, se prima era uno interessante, ora è uno stronzo. Magari lo era anche prima ma almeno lo vedevamo giocare bene. Noi invece non cambiamo. E se questi sono i cambiamenti, meglio così. La partita di lunedì è stata un po’ la solita solfa. Dovevamo e potevamo vincere 4 a 1 e abbiamo pareggiato 2 a 2. Nel primo tempo, davanti a Emiliano abbiamo giocato in difesa io e Leo centrali, Giordano a destra e Danilo (il Luis Enrique de’ noantri) terzino sinistro. In mezzo al campo Flavio a destra, Federico e Angelo al centro e Vittorio a Sinistra. Di punta Alessio con dietro Roberto. All’inizio, tanto per rimanere uguali a noi stessi, abbiamo aspettato una ventina di minuti prima di cominciare a giocare, nel frattempo, uscendo dall’area dopo un calcio d’angolo, Danilo è rimasto attardato a controllare la corretta verniciatura del palo della porta e gli avversari hanno segnato. Passato il consueto periodo di adattamento Alessio ha pensato bene che era l’ora e ha piazzato una doppietta, il secondo su bellissimo assist di Vittorio. Nel secondo tempo, con gli ingressi di Luca, Adolfo Emanuele e Dario, abbiamo controllato la partita agevolmente ma segnare e chiuderla no, sarebbe stata una novità quasi insopportabile per i nostri teneri cuori. Così sono arrivate occasioni per Flavio, Vittorio, Alessio (palo), Adolfo (paratona del portiere) e tante altre fallite per poco. Gli avversari giustamente hanno ripreso spirito e guadagnato diversi calci d’angolo sui quali ci siamo allenati a lasciare liberi gli uomini in area. Sull’ultimo corner, a un minuto dalla fine, siamo riusciti a raggiungere la perfezione: uomo libero a due metri da Emiliano, colpo di testa e pareggio. Cambiare mai? Io, alla fine direi che stiamo bene così. Perché cambiare quando rimanendo così possiamo goderci siparietti come quello di Danilo che a fine partita pretende il “lei” dall’arbitro dopo avergli urlato in faccia tutto il suo disgusto per un fallo fischiato contro? Oppure perché cambiare se a distanza di pochi mesi da Federico, un altro tesserato Valdurz, Adolfo, ci regala una divisa bellissima di provenienza peruviana, con tanto di logo? Stiamo bene così. Il migliore poteva essere Alessio per la splendida doppietta, il palo e i tanti falli subiti, l’unico modo per fermarlo. Però poi arriverebbe al terzo premio, che è un premio importante e il presidente non mi sembra ancora pronto per erogarlo, quindi vince Adolfo, che prima è stato grande fuori dal campo, poi, in campo è tornato sui suoi livelli con un ottimo secondo tempo in cui ha anche sfiorato il gol. Vince quattro tappi di sughero. Sono sempre utili.

Risultato finale: Milani calcio – Valdurz 2-2

Quindi, mangiamoci sopra: Giovedì alle 21.00 appuntamento Pizzeria Da Mario Via Calpurnio Fiamma 40-42, da Mounaim.


I Giacobini

Non ci si può assentare un paio di giorni che subito arrivano le lamentele. Proprio non ce la fate a resistere senza leggervi queste cazzate. Siete come quelli che vanno dal parrucchiere o dal dentista e sono contenti di leggersi Oggi o Visto, perché a comprarli in edicola proprio no, ma dal dentista sì. Anzi, voi andate dal dentista solo per quello, per leggervi quelle perle. E’ pur vero che dal dentista è sempre così: non ci si va perché si ha veramente qualcosa, ma perché ci fanno credere che è necessaria e indispensabile una piccola otturazione o una pulizia dei denti, in realtà non abbiamo niente, è solo che loro si devono pagare la rata della baita a Cortina o dell’appartamentino a Saint Tropez e hanno bisogno di liquidi. E voi contenti a leggere Oggi: ve la meritate la Giacobini. La partita nemmeno me la ricordo bene, eppure era parecchio tempo che non facevamo sette gol. Ci sono voluti dei giovani di belle speranze per farci riprovare quell’esperienza. Ora sta a noi più esperti far provare a loro il gusto di prenderli e sappiamo farlo. La cosa che mi ricordo nitida, nonostante l’età, è che abbiamo cominciato con Emiliano in porta, Isidoro e Giordano centrali, Adolfo e Andrea terzini. A centrocampo una coppia di centrali dinamici, io e Roberto, quasi 96 anni in due (gli avversari in tre non ne facevano 90). A destra ha giocato Sandrino, a sinistra Vittorio, di punta Gianluca e Alessio. Flavio si è fatto un doccia (che fa sempre bene), Federico, Leo, Emanuele e gli Stefani hanno applaudito gli eroi in campo. Nel primo tempo ce la siamo cavicchiata, tre a zero, con tripletta di Alessio che si è trovato tre volte solo davanti al portiere e ha sempre segnato. Nel secondo tempo sono entrati Dario, Tiago, Whisky e Danilo. Gli sportivissimi avversari della Lucky Junior hanno fatto due gol. Alessio, sfruttando un palo di Tiago ha quadriplettato e Vittorio per non essere da meno, ha approfittato dell’uscita del compare e ne ha fatti tre, uno dopo l’altro. La banalità è immorale, dice qualcuno. Ora io dovrei dire che tengo molto alla morale di questa squadra, e non posso banalmente premiare chi segna di più con un riconoscimento così prezioso come quello del migliore in campo. Quello va a chi si distingue a prescindere dal numero di gol segnati. E allora dovrei dire che vince lo stuzzicadenti in legno di abete, non usato, Giordano, perché non ha sbagliato una sola cosa (anzi, una sola, a due minuti dal termine) in tutta la partita. Ma qualcun altro dice anche che la banalità è la fantasia più difficile da svelare. E perché dovrei pensare che questo secondo modo di dire sia meno giusto dell’altro? Anche perché non mi ricordo nemmeno chi le ha dette queste cose. Forse, visto che sono banalità, le ho dette io. Allora il premio va a Alessio perché, oh, ha fatto quattro gol, mica no. Stuzziacadenti assegnato. Risultato finale: Valdurz – Lucky Junior 7-2 Aderite sempre e comunque al progetto Valdurz che lunedì prevede la partita in casa con Roma Ferox. M’ariccomanno.


Il Mago di Arcella

La maglietta. Come abbiamo fatto a non pensarci ieri. Abbiamo perso tempo discutendo animatamente sui cambi fatti e non fatti, i convocati, l’atteggiamento del secondo tempo, i disimpegni sbagliati, la squadra avversaria rientrata in campo trasformata. Tutte cazzate. Il problema vero è stata la maglietta degli avversari. Sembrava solo brutta, una delle più brutte mai viste sui campi amatoriali, con quei cerchi neri su sfondo rosa. Invece il problema vero era un altro: aveva un potere ipnotico che non abbiamo saputo prevedere. Le nostre pupille hanno retto un tempo, il primo, in cui abbiamo giocato discretamente bene, facendo girare palla e tenendola più degli avversari, senza però riuscire ad essere troppo pericolosi. Tanto che all’intervallo ci siamo illusi di poter continuare con quel tipo di partita. Invece… Invece il mago di Arcella è intervenuto, l’ipnosi delle magliette ci ha colpito e ci siamo piazzati nella nostra metà campo. Una voce interiore ci diceva che gli avversari avrebbero corso di più e giocato meglio di noi, che non avremmo dovuto superare la metà campo per almeno 35 minuti pena l’evirazione immediata, che avremmo dovuto mandarci affanculo per due sostituzioni e che, pur rimanendo tutto quel tempo arroccati davanti al povero presidente, avremmo dovuto prendere il gol a cinque minti dalla fine in contropiede. E’ tutto chiaro, è stato quello, quindi non c’è problema per il futuro. Ora lo sappiamo.

Il migliore della settimana è uno di quelli che hanno avuto un leggero ritardo nell’ipnosi, rispetto agli altri. Poteva essere Federico, soprattutto perché a metà secondo tempo si è improvvisamente svegliato dalla catalessi di squadra per salvare un gol sulla linea con un grande intervento di testa o  poteva essere Isidoro che ha retto la baracca finché ha potuto. Magari anche Whisky che essendo entrato dalla panchina ha avuto la fortuna di vedere pochi cerchi girare davanti ai suoi occhi. Ma il premio, questa settimana veramente prestigioso (un’ampolla da mago dilettante, oltretutto  multifunzionale) se lo arraffa Giordano, perché ha passato settantacinque minuti senza sbagliare mai nella sua metà campo. Poi, scassatosi a ragione le palle, ha deciso di scendere in proiezione offensiva, lasciando due povere vittime dell’incantesimo imbambolate a fronteggiare il contropiede avversario con esiti fin troppo scontati.

Detto questo vorrei ricordare che siamo andati ad Aprilia comunque in 14 ma con le assenze dei lungodegenti Marcolino, Angelo, Leo, Luca, Emanuele (comunque sempre presente a ogni partita) e Giampaolo, di “ciòduelineeditemperaturaèmegliochemenestosottolepezze” Alessio, di “stofuoriromaenonsoquandotorno” Tiago, e del sedicente architetto Andrea. Flavio è venuto solo per poter dire, come fanno i calciatori di serie A, che ha avuto un risentimento nel riscaldamento pre-partita, manco fosse Sneijder. Il tutto, sempre per colpa del Mago di Arcella.

Risultato finale: ADP Amatori Aprilia – Valdurz 1-0

Vi ricordo, per dovere di cronaca, che giovedì si gioca ancora, in casa contro Lucky Junior. Aderite al progetto Valdurz, mettendo una crocetta qui sotto.


Ciaipresentequannotedicesfigave’?

Sarò breve perché oggi nun me va. I feriti sono quattro in due partite; dopo Luca e Angelo lo scorso giovedì, lunedì è toccato a Marcolino e Giampaolo. Giocare contro Chiellini o Fellaini è meno pericoloso. Lo conoscete tutti Marouane Fellaini, ne sono sicuro. Il giocatore più cool del momento. Centrale di centrocampo belga-marocchino di un’eleganza spaventosa. Dotato di un gran capello e con una dote rara ma non troppo: è un grande stronzo in mezzo al campo. Sempre con eleganza. Vederlo trinciare caviglie altrui con lo charme che si ritrova è comunque un piacere, a patto che gli si stia lontani. Insieme al gemellino Witsel forma una coppia di centrocampisti in nazionale belga difficilmente eguagliabile, sia per massa di capelli, sia per avversari abbattuti. Scusate la digressione, erano solo pillole di cultura generale.

La partita di lunedì è andata di merda, per i due infortuni. Per il resto invece, abbiamo pure perso. All’inizio abbiamo giocato io e Adriano centrali in difesa, Giordano e Marcolino terzini. A centrocampo Gianluca, Danilo e Sandrino. Roberto dietro a Vittorio e Alessio, anche se poi Vittorio ha giocato quasi in linea con i centrocampisti. Soprattutto perché i giovani della Gravitas spuntavano un po’ da tutte le parti. Così nel giro di un quarto d’ora ci siamo trovati sotto di due gol, prima per un’azione personale del loro centravanti che ha segnato indisturbato e poi per un rigore da me signorilmente concesso. Poi si è fatto male Marcolino. Poteva sembrare una di quelle partite che finiscono in goleada. Invece, dopo l’ingresso di Andrea per Marcolino e Giampaolo per Adriano, abbiamo prima sfiorato il gol con Roberto e con un gran tiro al volo di Danilo, poi a pochi secondi  dall’intervallo ho segnato io con una merdatina di testa. Nel secondo tempo sono usciti anche Roberto e Gianluca per Flavio e Federico. Abbiamo sfiorato il pareggio almeno quattro o cinque volte con Flavio, Alessio, Vittorio e Sandrino ma anche rischiato di prendere il terzo gol in contropiede. Alla fine, dopo l’ingresso di Whisky, Dario e Lorenzo, abbiamo chiuso in dieci per l’altro infortunio a Giampaolo. Così è stato.

Il premio poteva andare al secondo tempo di Vittorio o a quello di Andrea o di Federico. Invece se lo prende l’esordiente più sfigato in maglia Valdurz, Giampaolo, che ha giocato con una sicurezza scalfita solo dall’intervento che gli ha procurato la clavicolosi. A lui il Presidente consegnerà un limone di stagione. Presidente che però è in ritardo con la consegna dei premi, non vorrei che preferisse dare una bella stretta di mano o una pacca sulla spalla. In questo caso non lo consiglierei.

Risultato finale: Valdurz – Gravitas 1-2


La stretta finale

Nella vita bisogna pur prendersi le proprie responsabilità: c’è chi ancora ce l’ha con Falcao per quel rigore non tirato, figuriamoci come la prenderebbe se dicessi che non so a chi dare l’unico premio in palio per il migliore in campo Valdurz, avendo almeno tre candidati che lo meriterebbero. Scavalcherei Falcao in un sol colpo nella lista nera. Allora, visto che ho a cuore il buon nome del Divino “obrigado Barilla” prendo coraggio e decido, senza nemmeno aspettare l’approvazione della legge di stabilità (peraltro, come tutti sappiamo, fatta senza mettere le mani nelle tasche degli italiani ma direttamente dai conti correnti): il premio (una moneta da 50 centesimi di euro esentasse, del valore commerciale di 50 centesimi di euro, più o meno) lo assegno ad un unico meritevole atleta. Forse è meglio dire tesserato, per non creare equivoci. Per sapere chi è, però, ci si devono sorbire ancora diverse righe di cazzate. Tutto ha un prezzo in questo mondo infame.

La partita di ieri era un derby. Pare che si dica così quando giocano contro due squadre che dividono lo stesso campo. C’è da dire inoltre che con il Sobat, negli ultimi quattro mesi abbiamo già giocato una discreta quantità di partite, almeno quattro più qualche partitella di allenamento. Abbiamo quindi imparato che sono una squadra forte e molto ben organizzata. Nel primo tempo il Mister dal caps lock sempre attivato ci schiera con Emiliano in porta, in difesa io e Leo centrali, Giordano e Marcolino terzini. A centrocampo Luca, Angelo e Tiago. Roberto dietro le due punte, Alessio e Flavio. Roberto fa in tempo a farsi la foto di squadra e a chiedere il cambio. Al suo posto entra Sandrino, uno che all’intervallo è riuscito candidamente a suggerirci di evitare reazioni inutili a possibili scontri di gioco. Un talento naturale lui, che dopo tre minuti dall’ingresso in campo è stato ammonito per fallo di reazione. Il primo tempo lo soffriamo un po’ ma riusciamo a renderci pericolosi con i due amichetti d’attacco. Alessio, rubando al solito palla alla difesa avversaria ci porta in vantaggio. Prima della fine del primo tempo Angelo viene abbattuto da un tir e deve lasciare. All’intervallo anche Marcolino saluta la compagnia. Tra scontri fortuiti e scorie della rilassante vacanza portoghese siamo vagamente a pezzi. Entrano Danilo e Andrea. Poi, nel corso del secondo tempo, entreranno anche Adriano per Giordano, Dario per Sandrino e Lorenzo (che ha scavalcato anche al campo Roma, dopo averlo fatto all’Estadio do Bessa e al do Dragão) per Flavio. In avvio di ripresa Flavio sfrutta un colpo di testa di Alessio e gira in rete. Oh, due a zero, mica no. E nel giro di dieci minuti il punteggio potrebbe diventare tre, quattro e anche cinque a zero se non ci cagassimo una serie di occasioni (anche per la bravura del portiere a dire il vero) di un certo livello. E allora la legge del calcio entra in vigore. Le leggi del calcio sono delle stronzate, perché ognuno se le modella come gli pare. Per rispettare questa fantomatica legge avremmo dovuto pareggiare la partita dopo aver sbagliato tante occasioni a maggior ragione dopo aver subito il due a uno con una bella punizione dal limite. Invece abbiamo vinto lo stesso e vaffanculo alle leggi, di stabilità e non. All’ultima azione della partita però, abbiamo avuto tutti l’impellente necessità di un bagno in cui sederci tutti insieme. Ma il nostro presidente portiere, in una pausa del colorito dialogo che stava intrattenendo con il bravo arbitro, ci ha dotato di limoni a sufficienza bloccando a terra l’ultimo colpo di testa sobattiano. E se la semo vinta.  

Ah, i cinquanta centesimi, quasi dimenticavo. Poteva arricchirsi Emiliano ma lui, vecchia volpe, sa che con 50 centesimi non ci si fa un cazzo; poteva essere Leo che mi ha tenuto il polpaccio per tutto il secondo tempo; poteva essere Giordano, geometrico e lineare come mai o Flavio che ogni volta segna. Invece è il suo compagno di merende Alessio a vincere: un altro gol, un’altra serata di fatiche, un’altra partita da giocatore di calcio.

Risultato finale: Sobat – Valdurz 1-2


Il colonnello Lobanovsky

Il colonnello Lobanovsky non rideva mai. Era un maniaco della tattica, probabilmente mandava a svernare in Siberia i giocatori che non gli stavano dietro, anche se credo fossero pochi quelli che osavano contraddirlo. La patologia ossessivo-compulsiva per le sue creature tattiche lo spinse a travasare in blocco tutta la squadra di club che allenava in nazionale. Era così convinto che l’idea di gioco facesse la differenza che cambiava continuamente ruolo ai giocatori, tanto per darsi ragione. L’URSS  dei mondiali del 1986 e degli europei del 1988 però era fortissima, correvano come matti e tiravano delle bombe impressionanti. Lui era comunque sempre incazzato. Probabilmente nelle serate sovietiche, quando presumibilmente scambiava giovani giocatori con ginnaste promettenti con qualche collega allenatore-colonnello, tra sigari, vodka e bella gioventù, qualche sorriso gli è pure scappato, ma mai in pubblico.

I giornalisti bravi hanno sempre nelle mani il colpo da maestro che riesce a collegare argomenti apparentemente distanti per dare un senso unitario a un articolo. Tony Damascelli, ad esempio, avrebbe sicuramente trovato un gancio per unire Lobanosvsky e la partita Valdurz-Atletico Castelli. Cose tipo: ierila Valdurz, comela Dinamo Kiev, ha adottato il 4-4-2. Oppure:  Alejnikov, una delle creature del colonnello, ha giocato nella Juve e una volta Emiliano ha visto in televisione un Roma-Juve in cui era in campo. Genialità di questo genere. Ma Tony Damascelli è uno stronzo mezzo leghista e scrive su Il Giornale, e francamente, iIl colonnello Lobanovsky, con la nostra partita, non c’entra proprio un cazzo. Però “Il colonnello Lobanovsky” è un bel titolo.

La seconda giornata del campionato coincide con l’esordio della Valdurz nel nuovo campo di casa.

Coincide anche con l’esordio di Andrea e con il compleanno di Giordano. Troppe convergenze astrali  per non vincere. Il primo tempo lo affrontiamo con uno spensierato e gioviale 4-4-2. Indifesa Giordano e Andrea terzini, io e Leo centrali. A centrocampo Roberto, Angelo, Danilo e Gianluca formano un quartetto dove quest’ultimo è un ragazzino. In attacco i giovanotti, Vittorio e Alessio. Pochi minuti e Alessio ruba il primo di una lunga serie di palloni ai difensori avversari, entra in area e segna con un bel diagonale. La partita prosegue senza grossi sussulti,la Valdurzgioca piuttosto bene, senza correre troppi pericoli, con l’esclusione di una conclusione da lontano ben parata da Emiliano che però si fa male per tuffarsi. Il pareggio arriva su calcio d’angolo; applichiamo lo schema difensivo “Roma di Luis Enrique” come iddio comanda, quindi attaccante solissimo a centro area che segna comodamente di testa. Danilo comincia la sua personale battaglia con un paio di avversari fino a che non decide (o qualcuno decide per lui) che è meglio che esca dal campo, per far entrare Luca. Capirai, un altro tranquillo. Il primo tempo si chiude1 a1. Nella ripresa entrano Marcolino, Adolfo, Sandrino e Flavio per Roberto, Giordano, Andrea e Gianluca. Emiliano non riesce a continuare ed è costretto ad abbandonare il campo con la testa in confusione, entra quindi Adriano e Adolfo si mette in porta. In tutto il secondo tempo non subiamo nemmeno un tiro in porta. Flavio invece si presenta quattro volte solo davanti al portiere. La prima la sbaglia e subisce il sobrio e simpatico rimbrotto del serafico Mister. Poi un palo, e finalmente al terzo e quarto tentativo, una grande doppietta.La Valdurzvince3 a1, con pieno merito, tenendo addirittura palla negli ultimi minuti. Roba mai vista. 

Il premiuccio della giornata per il migliore in campo è una bella confezione integra di fazzoletti, quelli balsamati e profumati che solo ad avvicinarli alla faccia ti viene da vomitare. L’ambito dono è sempre a cura del Presidente che anche questa volta non può essere premiato, avendo subito solo un tiro nello specchio della porta, oltre al gol imparabile. Avrebbe potuto prenderlo Giordano, ma visto che era il suo compleanno avranno già provveduto altri (ad esempio la sua gentil signora, presente sugli spalti con Cesare, Lorenzo e Stefano), quindi si attacca al cazzo. Oppure Andrea, esordiente preciso e puntuale. Avrebbe potuto prenderlo anche Alessio che si è fatto un culo così, o Roberto, alla sua seconda (terza? Quarta?) giovinezza calcistica. Invece, come nella più squallida tradizione italiana, il premio lo prende chi segna: il George Best di Castelbottaccio, che ne ha fatti addirittura due in un ottimo secondo tempo, dopo una prima giornata giocata come una mozzarella scaduta.

Vincere, come insegna Sacchi, stressa parecchio. Noi, dopo una partita, siamo già alla frutta. Abbiamo proprio bisogno di un viaggetto in Portogallo.

 Risultato finale: Valdurz – Atletico Castelli  3-1


Le vecchie abitudini

Visto che c’è bisogno di continui stimoli in questa squadra di cartocci di olive ascolane, quest’anno verrà assegnato un premio al migliore in campo. Un dono d’amore. Il presidente si occuperà di reperire il dono e consegnarlo al migliore della giornata. Quando il migliore risulterà il presidente, il premio verrà dato dal mister. Quando il migliore sarà il mister, il premio verrà dato da Sandrino. L’opzione Sandrino=migliore non è supportata dai software presenti sul mercato.

Così delibera il comitato.

Per la prima giornata il premio è un cioccolatino. Verrà consegnato dal presidente che non è stato il migliore in campo basandosi sul mio insindacabile giudizio. Chiaramente mi auto escludo dalla competizione per mantenere la linea.

Si gioca in uno dei pochi campi in pozzolana ancora presenti su piazza. La squadra avversaria è l’Ardita San paolo, nome che ci aveva inquietato non poco alla vigilia. Poi, a fine partita abbiamo saputo che viene dagli arditi del popolo, prima formazione antifascista e allora siamo stati contenti di aver perso. Va bene, ci ha roduto il culo lo stesso. Un pochino di meno.

Accolti da una montagna di tifosi avversari con tanto di striscioni e cori, ci schieriamo con Emiliano in porta, Adolfo a destra, Luca e Leo centrali, Marcolino a sinistra. Io, Sandrino e Angelo in mezzo al campo, Roberto dietro alle punte Tiago e Vittorio. L’Ardita ci mette tanta buona volontà, grinta e applicazione (scusate il sacchismo) ma non riesce ad arrivare al tiro nemmeno una volta. Tiago silura da lontano e da vicino ma non c’è un cazzo da fare, il portiere para bene. Roberto Palanca Fiorenza prende la traversa da calcio d’angolo, Vittorio sfiora il gol all’esordio (sì, ok, come Lamela, contenti?). Insomma, zero a zero all’intervallo. La classica partita che alla fine perdiamo.

Nel secondo tempo entrano Adriano, Flavio, Danilo, Dario, Gianluca e Alessio, usciamo io, Roberto, Leo, Angelo, Tiago e Vittorio. Giordano era entrato già nel primo tempo, per Adolfo. Un po’ di confusione in più in campo ma la partita sembra sempre in mano nostra fino a che, a cinque minuti dalla fine, il frittatone: Danilo e Adriano si scontrano su un colpo di testa su innocuo cross da metà campo lasciando il pallone a uno dei tanti cciovani avversari, solo davanti a Emiliano. Di sbagliare non gli è passato per la testa, ovviamente. Da lì, tentativi più o meno disperati, punizione di Gianluca parata sulla linea con ribattuta ciccata da Sandrino, tiro di Alessio fuori di poco, mischie poco eleganti in area avversaria. Finisce con il deliro del pubblico. Secondo me abbiamo giocato bene e ci ha detto pedalino, punto e basta. Poi se volete parliamo di decisione, grinta e altro.  

Il migliore: poteva essere Sandrino se non si fosse cagato un gol mostruoso a tre minuti dal termine, macchiando (di merda) la sua prestazione. Inoltre avrebbe mandato in tilt il sistema. Poteva essere Luca che non ha sbagliato quasi niente se non fosse che a un certo punto si innervosisce sempre troppo. Poteva essere Marcolino perché è il mio terzino preferito. Poteva essere Tiago che ha giocato un gran primo tempo ma è un po’ calato nella parte di ripresa che ha giocato. Quindi alla fine il premio se lo aggiudica Vittorio che ha giocato un gran primo tempo da centravanti vero, per poi finire stanco, come se fosse un quarantenne come noi altri. Ha bisogno di energie, quindi si becca il cioccolatino. Eventualmente può darne un pezzetto ad Alessio e Dario, che hanno esordito altrettanto bene. Emiliano, compra un Pocket Coffee.

Risultato finale: Ardita S. Paolo – Valdurz 1-0


Il meglio del peggio

Finale play out coppa Acli – 7 luglio 2011

Valdurz – Milani 5-4 dcr

hanno segnato i rigori: schiaff, sandrino, silver fox, gianluca e il george best di castelbottaccio.

Al termine di una partita oggettivamente inguardabile la Valdurz vince i play out di coppa battendo la Milani ai calci di rigore. Dopo aver collezionato la bellezza di zero tiri nello specchio della porta, salvati da Isidoro prima e da Emiliano poi, ai rigori abbiamo dato sfoggio di fredda eleganza. Cosa chiedere di più? Vincere, anche se tra chi non ha vinto, è sempre un piacere. La stagione 2010-2011 finisce qui. Nelle 35 partite della stagione (a parte i rigori di ieri) abbiamo fatto 65 gol:

Mounaim, 16 gol (giocandone meno della metà)

Flavio, 12 gol (giocandone all’incirca la metà)

Gianluca, 8 gol

Schiaff, 6 gol

Lorenzo, 5 gol

Tiago, 4 gol

Adolfo, 3 gol

Adriano, Niccolò e Sandrino, 2 gol

Angelo, Federico, Luca, Matteo e Roberto F., 1 gol


Play out Coppa Acli

Quarti di finale play out coppa acli – 27 giugno 2011

Valdurz – S. Giorgio 5-0

marcatori: gianluca, schiaff, sandrino, lorenzo, lorenzo


Coppa Acli VI giornata

VI giornata Coppa Acli – 23 giugno 2011

MC 84 – Valdurz 5-1

marcatore: gianluca